Coprogettazione di prodotti e servizi per il benessere di persone con disabilità

Venerdì 19 Agosto 2016

L’architettura fondante il progetto CREW – Codesign for REhabilitation and Wellbeing, si basa su tre parole chiave: coprogettazione, ri-abilitazione, benessere.

La sfida è sperimentare e modellizzare una metodologia – la coprogettazione – per individuare dispositivi basati su tecnologie già disponibili, in grado di rispondere a bisogni di riabilitazione delle persone con disabilità. 


L’obiettivo finale è contribuire al benessere di chi vive una condizione di disabilità (temporanea, permanente o legata all’avanzare dell’età), rendendolo però parte attiva e partecipe del percorso decisionale e di definizione del bisogno e della risposta, assieme alle famiglie e ai care giver

Il progetto affonda le proprie radici nel Documento Programmatico Previsionale Pluriennale di Fondazione Cariplo che identifica la missione, il ruolo, gli obiettivi generali e gli strumenti erogativi che consentono alla Fondazione di intervenire in un orizzonte temporale di medio termine (2013-2018).
Da tale documento derivano i piani d’Azione e in particolare nel Piano d’Azione 16 si sottolinea il fatto che Fondazione “promuove attività di ricerca per identificare e valutare soluzioni innovative a problemi che limitano il benessere complessivo della persona, in particolare di quella che manifesti un disagio psico-fisico temporaneo o permanente dovuto tanto a malattia, quanto a condizioni normali dell’esistenza come, ad esempio, il processo d’invecchiamento.
La Fondazione ritiene che migliorare la qualità di vita di chi soffre di un disagio richieda un approccio globale, integrato e multidisciplinare, che abbracci le tre dimensioni che influenzano il benessere: fisica, psicologica o emozionale e sociale. Per garantire salute e piena realizzazione della persona non basta il sapere medico, ma sono necessarie anche conoscenze di natura psicologica e sociale”.

 

Sulla base di queste premesse l’Area della Ricerca di Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare progetti di ricerca top down di grande rilevanza scientifica, come il progetto H.E.A.D. 2.0 (Human Empowerment Aging and Disability) e il progetto IN.COGNIT.O.
H.E.A.D. 2.0 è volto a realizzare una infrastruttura tecnologica e contenuti prototipali per una terapia capace di stimolare la partecipazione fisica e cognitiva del paziente, sviluppando quindi emozione ed ascolto per essere attivi e non solo fare attività. IN.COGNIT.O. è volto a comprendere i meccanismi chiave che generano in un soggetto il senso di appartenenza di una protesi, con un approccio integrato (cognitivo, sensoriale e motorio) per la valutazione di una riabilitazione a tutto tondo.

Con il progetto CREW si è deciso invece di sperimentare un approccio bottom up, che stimola l’utilizzo non solo di tecnologie leading edge, ma anche la sistematizzazione di tecnologie già disponibili, coinvolgendo diversi soggetti in processi di progettazione partecipata. L’idea portante è mettere la persona e la sua rete di relazioni al centro di un processo che parta dai suoi bisogni, bisogni che non sono “uguali per tutti”, ma attengono all’identità personale, alla singola persona. Spesso sono bisogni che possono trovare risposta in tecnologie già disponibili, o che attendono di essere sistematizzate, in un processo di coprogettazione che deve vedere presenti la clinica e la ricerca, la società civile, le imprese, le associazioni dei pazienti, le istituzioni.

 

La sfida ultima è che i prodotti e i servizi sviluppati nel corso del progetto non si fermino a uno stadio prototipale, sia pure promettente, ma proprio attraverso il coinvolgimento di aziende di produzione e commercializzazione, arrivino al mercato. Siano cioè disponibili, a prezzi calmierati, per miglioarre la vita di persone con disabilità, delle loro famiglie, dei care giver.