Le Fondazioni come leva per avvicinare il mondo della ricerca alla società

Lunedì 12 Giugno 2017

In attesa di poter vedere i prototipi realizzati, al momento il risultato più rilevante del progetto CREW è l’aver creato una comunità di una settantina di persone, provenienti da oltre cinquanta organizzazioni che hanno attivato un percorso di condivisione della conoscenza, avviando forme di dialogo fino ad ora non sperimentate.

 

 

Con queste parole Carlo Mango, direttore Area Scientifica e Tecnologica Fondazione Cariplo, descrive le attività del progetto CREW, all’avvio del workshop di approfondimento dei risultati della prima fase del progetto, nell’ambito dell’iniziativa Human Factory Day 2017.


Il workshop è stato occasione di confronto su due fronti: da un lato le Fondazioni Cariplo, Bassetti e Vodafone che, partendo dalle rispettive attività, hanno riflettuto su come promuovere un dialogo fattivo tra scienza e società, applicando i principi della ricerca e dell’innovazione responsabile – e in taluni casi il metodo della coprogettazione. Dall’altro lo stesso metodo è stato analizzato partendo da quanto fatto fino ad oggi nell’ambito del progetto CREW, del quale sono stati analizzati non tanto i risultati – l’elaborazione di idee progettuali attualmente all’avvio della fase di prototipazione, quanto piuttosto il processo grazie al quale tali concept sono stati elaborati.

 

Riportiamo quanto discusso da Carlo Mango, Francesco Samorè e Maria Cristina Ferradini, rispettivamente direttore Area Scientifica e Tecnologica di Fondazione Cariplo, Direttore Scientifico di Fondazione Bassetti e Consigliere delegato di Fondazione Vodafone Italia.

 

Pur avendo caratteristiche diverse - Fondazione Cariplo è fondazione d’origine bancaria, Fondazione Bassetti di partecipazione e Fondazione Vodafone d’impresa, l’intento dei tre enti pare essere comune: favorire processi di innovazione che possano dare esiti concreti e avere un elevato impatto sociale, tracciando percorsi che possano essere sostenuti anche dai policy makers.


Stiamo vivendo un passaggio epocale determinato dall’innovazione digitale e tecnologica che, ovunque si esprima, ribalta la prospettiva della produzione (beni e serrvizi), così come l’abbiamo conosciuta in precedenza. La possibilità di personalizzare il prodotto/servizio è reale e di conseguenza sperimentare percorsi di progettazione, ricerca e sviluppo che coinvolgano direttamente quanti esprimono un bisogno può diventare la carta vincente, a patto che si trovi il modo di coinvolgere tutta la filiera, aziende comprese, nel processo.

 

La sfida è quella di avvicinare il mondo della ricerca alla società, abbandonando tecnicismi e resistenze per aprire un dialogo che porti alla condivisione della conoscenza: l’esperienza di CREW è stata in questo senso emblematica anche se ha portato alla luce alcuni nodi critici.

Non tutti gli stakeholders sono ugualmente disposti a mettersi in gioco e il processo di apertura può essere lungo e costoso: è un processo che va governato e facilitato. Le Fondazioni possono (e devono, sostengono i relatori) assumere in questo senso un ruolo di regia e indirizzo: è la sfida che intendono cogliere.