Open Rampette e la sfida dell'accessibilità

Venerdì 21 Aprile 2017

Il progetto Open Care, finanziato in Horizon 2020 entra in una nuova fase. La sfida adesso riguarda l’accessibilità ai luoghi pubblici e il superamento delle barriere architettoniche. Ma non solo…

Il Comune di Milano si è dato l’obiettivo di promuovere il superamento delle barriere architettoniche di bar, negozi, ristoranti o attività artigiane che affacciandosi su strada impediscono l’accesso alle persone con disabilità motoria. Dal 2015, ovvero dall'entrata in vigore dell’articolo 77 del regolamento edilizio, poco più del 10% degli esercizi (circa 2mila su 18mila) si è adeguato alla norma. Pochi, molti, comunque non abbastanza, così il progetto Open Care si è affronta una nuova sfida, anzi due.


WeMake e il Comune vogliono sperimentare nel quartiere Isola di Milano un percorso di coprogettazione, aperto a commercianti, makers e persone con bisogni di accessibilità, per studiare soluzioni praticabili, a partire dal sistema attualmente più diffuso, ovvero il sistema a chiamata: per entrare in un luogo con gradini, suono un campanello e viene posta sui gradini uno scivolo.


Da qui il nome “Open Rampette”, un progetto che coinvolgerà un piccolo gruppo di commercianti (da 4 a 6) che avranno l’opportunità di confrontarsi – nel corso di 2/3 sessioni di progettazione – con persone che sperimentano diversi vincoli all’accesso degli spazi, con la comunità dei makers e con altre esperienze in atto a livello internazionale nella ricerca di soluzioni innovative al problema.


Questo tema era emerso anche nel corso del progetto CREW, ma poi è stata abbandonato perché il focus era sull’ambiente domestico. Interessante la sfida di Open Rampette perché il bisogno di accessibilità si declina in molti modi, e chiede quindi risposte molto diversificate. Si pensi alla differenza tra chi è in carrozzina e chi usa le stampelle, o il deambulatore. E ancora, le esigenze degli anziani, a cui spesso non serve una rampa, ma un solido corrimano. Per non parlare poi delle differenze strutturali degli ingressi nei luoghi pubblici…insomma, la coprogettazione sarà messa a dura prova, per trovare soluzioni efficaci.


Ma "Open Rampette" non si ferma qui, e affronta anche la sfida della semplificazione delle pratiche burocratiche per mettere in atto i dispositivi per l’accessibilità, negli esercizi pubblici.

Questa è davvero una Sfida con la S maiuscola, anche se il Comune di Milano si è impegnato nella semplificazione delle procedure. E’ curioso, ma se c’è un ambito dove sembrerebbe inutile chiamare i cittadini a dare il loro contributo, è proprio quello della burocrazia, della modulistica, della revisione delle norme. Questo perché gli estensori delle norme, dei moduli, dei regolamenti, delle procedure sono “cittadini”, quindi in teoria dovrebbero essere in grado di cogliere , anche per esperienza diretta, la scarsa accessibilità (per usare un eufemismo) del mondo della burocrazia.


Invece, ed è sotto gli occhi di tutti, non è così. Attendiamo quindi con grande interesse i risultati dei percorsi di coprogettazione di “Open Rampette” e …buon lavoro!!!

 

“Open Rampette” vede impegnati il Comune di Milano e WeMake, in collaborazione con il DUC (Distretto Urbano del Commercio – Isola) e ADA (Associazione di Associazioni – Stecca degli Artigiani).


Il progetto è stato presentato il 19 aprile 2017 alla Stecca di Milano da
Cristina Tajani – Assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano
Lisa Noja – Delegata del Sindaco alle Politiche per l’Accessibilità
Rossana Torri – Direzione Economia Urbana e Lavoro del Comune di Milano
Costantino Bongiorno – WeMake | Makerspace Fablab

 

Info:www.progettocrew.it/codesign/open-care

wemake.cc/opencare/