Progetto AUSILIA, secondo anno

Giovedì 12 Gennaio 2017

AUSILIA (Assisted Unit for Simulating Independent LIving Activities), progetto interdisciplinare per promuovere l'autonomia di persone anziane o con patologie, entra nel secondo anno di attività.


Le attività di Ausilia continuano. La palestra è costituita da un’area di circa 372 mq, attrezzata per svolgere sia attività sperimentali che percorsi di riabilitazione. Da febbraio la palestra permetterà di valutare la risposta degli utenti alle più comuni “trappole” presenti nell’ambiente domestico (simulando geometrie degli spazi, strutture, arredi e quanto altro possa costituire ostacolo alle attività di vita quotidiana) e testare nuove soluzioni tecnologiche e/o di ausili.
Le soluzioni trovate saranno poi sperimentate nell’appartamento, dove le persone si troveranno a vivere in una situazione monitorata. La strumentazione consentirà di valutare il miglioramento delle prestazioni e il percorso riabilitativo e di abilitazione degli ospiti.

Nel 2017 si entra nella fase di test e di formazione degli operatori (medici, fisioterapisti…), mentre nel 2018 le strutture saranno aperte ai pazienti, seguiti dai cinici di riferimento.

 

Abbiamo chiesto a Tommaso Pisoni, ingegnere e project Manager , come hanno immaginato di coinvolgere i potenziali utenti, uomini e donne che sperimenteranno palestra e appartamento.
Ancora le modalità di ingaggio non sono stabilite, inizialmente pensiamo a forme di autocandidatura, per poi proporre questo tipo di esperienza a persone in uscita da un percorso ospedaliero, per facilitare il raggiungimento dell’autonomia”.
Pisoni continua: “Questo progetto è diverso dall’appartamento del SIVA di Milano, utilizzato dalle persone per qualche ora al giorno, sino alla dimissione, e dalle ausilioteche, dove si possono provare diverse soluzioni. In questo progetto uno specifico paziente è posto al centro di un percorso clinico e riabilitativo, per individuare le soluzioni tecnologiche da implementare nella sua abitazione, per favorire il mantenimento della sua autonomia.  Per fare questo, è necessaria la collaborazione di diverse competenze, dai clinici agli ingegneri, dai terapisti ai programmatori. E con il 2017 entreranno nel gruppo di lavoro anche sociologi ed economisti”.

 

Questo approccio, di tipo interdisciplinare e basato sul coinvolgimento degli utenti, è stato utilizzato anche in altri progetti sviluppati in Trentino e in Alto Adige, promossi dalle Provincie autonome, dall’Università, da Informatica Trentina, da Fondazione Bruno Kessler, da EIT ICT labs,  in collaborazioni con aziende come IBM e Telecom, e con associazioni di cittadini. Si ricorda ad esempio la Casa domotica di Itea di Trento e il progetto ACube di FBK. E ancora il workshop a Smau Milano 2013, con Nicola Palmarini, dell’Human Centric Solution Centre di IBM e Mauro Randi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bolzano sul caso del “condominio tecnologico” per persone anziane. (Il video è pubblicato su Triwù ).
Queste esperienze, maturate nel settore socio-sanitario, non si sono perse, ma anzi trovano un rilancio nel progetto AUSILIA.