Sport, ambienti di vita, disabilità neuromotoria, autismo: le sfide del progetto CREW

Giovedì 18 Agosto 2016

L’obiettivo sotteso al progetto CREW è quello di riuscire ad individuare soluzioni tecnologiche che possano contribuire a migliorare la qualità della vita di persone con disabilità. Partendo da questo presupposto è stato necessario definire nello specifico a quali tipologie di disabilità si intendeva fare riferimento, per circoscrivere gli ambiti di lavoro dei diversi tavoli di coprogettazione.

 

Il percorso che ha portato alla definizione delle aree di intervento è partito dall’analisi della letteratura esistente, prendendo in considerazione la casistica di incidenza delle diverse tipologie di disabilità, la presenza di centri di eccellenza sul territorio lombardo e le possibilità che le soluzioni innovative identificate potessero potenzialmente essere diffuse e replicate in altri contesti.

Tale analisi, insieme alla ricerca qualitativa attraverso interviste ad esperti del settore, ha portato alla definizione di cinque aree tematiche di riferimento, che hanno dato vita ciascuno ad uno specifico laboratorio di lavoro.

In particolare:


Disabilità neuromotorie pediatriche
| per affrontare i problemi relativi a disabilità neuromotorie di bambine e bambini in tenera età, nel tentativo di favorire lo sviluppo di capacità e competenze specifiche, migliorando la qualità della loro vita e della vita delle loro famiglie, favorendone la socializzazione e le possibilità di relazione.


Integrazione scolastica e autismo
| per lavorare sul tema della socializzazione e dell’interazione sociale, in un ambito, quello scolastico che deve (o dovrebbe) garantire il diritto all’istruzione senza discriminazioni e con pari opportunità per tutti. La scuola primaria è la prima vera occasione di socializzazione per bambini con tale patologia: il tema rappresenta di per sé una sfida, visto che caratteristica precipua dei disturbi dello spetto autistico è proprio la difficoltà di interazione sociale.


Pratica motoria e disabilità
| per facilitare la pratica motoria intesa come contesto di relazione e socializzazione, occasione per un supporto emotivo, motivazionale e funzionale anche e soprattutto per i giovani.


Ambienti di vita per una nuova autonomia
| per garantire a persone con disabilità, temporanea o permanente, in particolare giovani, che maturano l’esigenza di vivere in autonomia, la possibilità di sfruttare e sviluppare le capacità di cui sono dotati per gestire la propria vita quotidiana, soprattutto nell’ambiente domestico.


Ambienti di vita per mantenere l’autonomia
| per facilitare il mantenimento dell’autonomia delle persone che perdono progressivamente, con l’avanzare dell’età, la capacità di gestire in maniera autonoma la propria vita quotidiana.