Il Progetto

CREW, Codesign for REhabilitation and Wellbeing, è un progetto di ricerca per la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative nel campo dell’abilitazione, della riabilitazione motoria e cognitiva e dell’inclusione sociale di persone con disabilità permanente, temporanea o legata all'avanzare dell'età.

 

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Il progetto affonda le proprie radici nel Documento Programmatico di Fondazione Cariplo e nelle strategie di medio termine dell’Ente, che si concretizzano nei Piani di Azione: Fondazione vuole contribuire a creare le condizioni che consentano a ognuno di sviluppare appieno le proprie capacità. In particolare il progetto Crew nasce nel solco del Piano di Azione 16 che promuove lo svolgimento di attività di ricerca volte a identificare e valutare soluzioni innovative a problemi che limitano il benessere complessivo della persona, in particolare di quella che manifesti condizioni di disagio psico-fisico temporaneo o permanente dovute tanto a malattia quanto a condizioni normali dell'esistenza, quali ad esempio il processo d'invecchiamento.

Nel piano si sottolinea anche l'intenzione di utilizzare un approccio multidimensionale che consideri la persona nella sua globalità - dimensioni piscologico-emozionale e sociale. Questo perché il successo della pratica medica è spesso compromesso da un'attenzione prevalente per la patologia, anziché per il malato. La persona, nella sua complessità biologica, psicologica, affettiva e relazionale, rischia talvolta di passare in secondo piano.
L'approccio a tali tematiche deve essere globale, integrato e multidisciplinare, abbracciando così tutte le dimensioni che influenzano il benessere: quella fisica, quella psicologica/emozionale e quella sociale. Tale approccio determina quindi l'intenzione di coinvolgere non il solo sapere medico, ma anche conoscenze di natura psicologica e sociale, se non addirittura esperienziale.


L’obiettivo del Progetto CREW è quello quindi di migliorare la qualità della vita della persona che vive in una condizione di disagio, scegliendo di adottare un approccio globale, integrato e multidisciplinare. Un approccio che si fonda sul reciproco arricchimento, frutto del confronto tra conoscenze tecnico-scientifiche, conoscenze mediche e conoscenze attinenti ad altre dimensioni della vita personale, quali ad esempio quelle sociali o psicologiche e relazionali.

Risponde a tale esigenza la scelta di adottare il metodo della coprogettazione: all’interno di un processo bottom up tutti i gruppi di interesse sono convolti nel percorso di coprogettazione finalizzato all’individuazione di una soluzione che possa rispondere al bisogno dell’utilizzatore finale.

Il progetto assume come punto di partenza il paradigma della Ricerca e Innovazione Responsabile - RRI, volto a sviluppare ricerca e innovazione in modo inclusivo e orientato a rispondere alle esigenze della società.


Sono stati coinvolti stakeholder provenienti da cinque macro aree:

  • imprese e start up;
  • educazione e formazione, formale e informale;
  • società civile terzo settore;
  • ricerca e clinica;
  • policy maker.

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L'attività progettuale si articola in cinque diversi ambiti tematici e per ognuno di essi è previsto uno specifico laboratorio.

  1. Disabilità neuromotorie pediatriche
  2. Pratica motoria e disabilità
  3. Integrazione scolastica e autismo
  4. Ambienti di vita per una nuova autonomia
  5. Ambienti di vita per mantenere l'autonomia con l'avanzare dell'età

 

Fatta salva l’unitarietà del progetto, ogni singolo ambito tematico ha dato vita ad un laboratorio progettuale.
I lavori dei singoli laboratori procedono in maniera autonoma, definendo il proprio programma di lavoro e avvalendosi, se necessario, in singoli momenti o per periodi più ampi, di esperti con competenze specifiche non previsti nella fase iniziale.

In questo video Carlo Mango, responsabile Area Ricerca Scientifica e Tecnologica di Fondazione Cariplo, presenta il progetto.