INCOGNITO: l'importanza della percezione

Venerdì 07 Aprile 2017

Il progetto INCOGNITO si sviluppa, con il progetto H.E.A.D. 2.0 e il progetto CREW, utilizzando le risorse che Fondazione Cariplo ha dedicato al Distretto della Riabilitazione, definito dal Piano d'azione 16.

 

 

Attraverso le ricerche sviluppate con il progetto INCOGNITO si sta mettendo a punto un metodo innovativo di valutazione della funzionalità motoria e della percezione dell’arto superiore di una persona che ha subito uno stroke, per sviluppare metodologie riabilitative adeguate alle aspettative.

 

Il progetto nasce dal riconoscimento di una esigenza clinica estremamente precisa: il 90% dei pazienti che hanno subito uno stroke non sono soddisfatti dal recupero dell'arto superiore, dopo il percorso riabilitativo. Il dato risulta essere preoccupante per diversi motivi. Innanzitutto l'ictus è la principale causa di disabilità acquisita nell'adulto e colpisce molto spesso l'arto superiore. Inoltre gli arti superiori rivestono un ruolo fondamentale nella percezione che la persona ha di sé, del proprio corpo e dello spazio in cui si muove.

 

Non da ultimo la riabilitazione dell'arto superiore, in un quadro molto complesso come quello del post ictus, non è adeguatamente seguita: paradossalmente si dedica meno tempo alla riabilitazione dell'arto superiore, puntando piuttosto sul recupero dell’equilibrio e della capacità di camminare.

 

Questi dati hanno spinto il gruppo di ricerca a mettere a punto uno schema di valutazione clinica che affronti non solo la funzionalità motoria, ma che permetta di capire come la persona percepisce il proprio corpo e il proprio braccio e come la persona percepisce il rapporto tra il proprio corpo e lo spazio intorno.

Dal nuovo quadro valutativo si possono trarre indicazioni per un uso integrato di nuove tecnologie riabilitative, finalizzate dunque non solo a riacquistare le capacità motorie del braccio, ma anche a ritrovare una percezione equilibrata del proprio corpo.
Comprendere come il movimento non possa essere slegato dall’intenzionalità e dalla percezione che se ne ricava, consente di sviluppare protocolli riabilitativi più soddisfacenti per la qualità della vita del paziente, utilizzando le tecnologie in modo più efficace.

 

Il progetto è stato realizzato dal Centro di Medicina Riabilitativa “Villa Beretta” dell’Ospedale Valduce e dalla École Polytechnique Fédérale de Lausanne EPFL. Ne abbiamo parlato con Franco Molteni.