Realtà virtuale per la riabilitazione

Giovedì 03 Gennaio 2019

Al Don Gnocchi si sperimentano attività interattive, ambienti immersivi e sensori: i bimbi giocano e fanno progressi. Il progetto CARELab, avviato in via sperimentale nel 2016 dalla Fondazione Don Gnocchi ora mostra i suoi primi risultati.

Il progetto CARELab prevede percorsi di riabilitazione in cui i bambini sono immersi in una realtà virtuale progettata apposta per loro, un’innovazione della pratica riabilitativa grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.
Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, è stato infatti dimostrato che novanta bambini curati con questo metodo presentano dei miglioramenti.

 

Le patologie affrontate sono state diverse - emiparesi, disturbi dell’apprendimento, deficit di attenzione – ma tutte con un comune denominatore: una necessità di riabilitazione motoria, in particolare per l’arto superiore, o cognitiva.

Acronimo di Computer Assisted REhabilitation Lab, CareLab è uno spazio fisico per lo studio e l’integrazione di soluzioni tecnologiche innovative e per la verifica della loro efficacia nella pratica clinica.

 

Un’area governata da una piattaforma software ora certificata con marchio CE, un passaggio che apre alla possibilità di utilizzo anche in altri ambiti. Il prossimo passo sarà portare la riabilitazione tecnologicamente assistita a domicilio, tramite gli smart object: una pratica basata quindi sulla sensorizzazione degli oggetti manipolati dal bambino. Questo approccio ha trovato un alto gradimento tra i bambini e le loro famiglie.


Il CARE Lab utilizza tre spazi allestiti in modo diverso: una prima stanza multimediale hi-tech, una stanza di controllo e supervisione e una stanza low-tech.

 

La stanza hi-tech è attrezzata con strumenti audio/video all’avanguardia, per permettere un’attività di riabilitazione motoria e cognitiva sotto forma di gioco interattivo presentato in una realtà virtuale semi-immersiva.
L’attività del bambino viene rilevata tramite sensori e dispositivi presenti nel laboratorio; l’elaborazione delle informazioni fornisce i dati necessari al monitoraggio del percorso riabilitativo.


La stanza low-tech è utilizzata per sviluppare e valutare attività riabilitative sviluppate con attrezzature simili a quelle normalmente presenti nelle case dei pazienti (ad esempio, le consolle di videogiochi).
L’obiettivo in questo caso è consentire al bambino di proseguire a casa una parte dell’attività svolta presso i Centri. In un’ottica di continuità della cura, sono previste forme di monitoraggio e supervisione a distanza da parte dell’operatore.

 

Stanza di controllo: le attività svolte nelle stanze hi-tech e low-tech sono supervisionate attraverso specchi unidirezionali dalla stanza di controllo, dove si trovano anche i computer dedicati alla costruzione dell’esperienza virtuale e per alla raccolta dei dati.
Le soluzioni tecnologiche non sono pensate per sostituirsi all’operatore, indispensabile nel processo riabilitativo, ma hanno lo scopo di promuovere e supportare l’azione di quest’ultimo.
 
Informazioni sul sito della Fondazione Don Carlo Gnocchi onlus