AQTIVO, per il piacere dell'attività in acqua

Martedì 21 Febbraio 2017

Un prodotto modulare per favorire il galleggiamento, il nuoto, il piacere dell’autonomia in acqua è stato scelto tra i concept finanziati nel progetto CREW, per la fase di prototipazione, test e arrivare al mercato.

 


Il laboratorio dedicato al tema Pratica Motoria e disabilità del progetto CREW ha lavorato su due concept, entrambi valutati promettenti dalla giuria che durante Pitch Contest Grand Finale del 4 novembre 2016 e finanziati da Fondazione Cariplo. Uno è CAMBIO l’altro è AQTIVO, un prodotto per il galleggiamento, ma non solo.

La considerazione da cui si è partiti è che la pratica motoria in acqua è accessibile a tutti, a tutte le età. È divertente, si può fare in gruppo, e consigliata anche dai fisiatri perché, lavorando in assenza di peso, non ha controindicazioni. Quando poi si deve fare riabilitazione, l’acqua è una tappa praticamente obbligata.

 

Già all’inizio del progetto CREW, Massimiliano Tosin, delegato lombardo della Fin, Federazione Italiana Nuoto, e allenatore di atleti che hanno poi partecipato alle Paralimpiadi, aveva segnalato l’opportunità di strumenti che favorissero il galleggiamento. Per le persone con disabilità, il problema è superare il primo impatto con l’acqua, per acquisire quella sicurezza e quella confidenza che poi consente di trovare “un proprio modo”  di stare e muoversi in acqua.

 

Il laboratorio Pratica motoria e disabilità, formato da medici, fisiatri, riabilitatori, formatori e istruttori, ingegneri, fisici e ricercatori nell’area dell’ingegneria biomedica e dei materiali, atleti come Francesco Mondini e Romina Modena, esponenti di associazioni come AUS Niguarda e Unione italiana Lotta alla distrofia muscolare, ha poi “girato la boa” quando Marco Rasconi  (Presidente della UILDM di Milano) ha detto: “Mi piace andare in acqua, però ci posso andare solo con gli accompagnatori. Vorrei un ausilio che mi dia autonomia e sicurezza, che non sia ingombrante e brutto, anzi, meglio se non si vede”.

 

In fondo alla pagina è possibile scaricare una intervista a Marco Rasconi, per la trasmissione Moebius di Radio 24 (puntata del 27 maggio 2017)

Alla sua voce si sono aggiunte le considerazioni di clinici, riabilitatori, responsabili di strutture per persone con disabilità, che hanno sottolineato l’utilità di un prodotto che potesse dare sicurezza per il galleggiamento, superando la necessità della presenza di accompagnatori, spesso in rapporto 1 a 1 con le persone seguite.

 

Il laboratorio ha raccolto la sfida, e il risultato è stato AQTIVO: il dispositivo sarà progettato e realizzato in forma modulare e adattabile. Sarà costituito da varie parti e le varie parti potranno essere riconfigurate per adattarsi a diverse esigenze. La modularità risponde alla necessità di avere supporti al galleggiamento e zavorre per diverse parti del corpo (testa, tronco, arti) a seconda delle caratteristiche individuali (tipo di disabilità, forma e massa corporea) e delle attività previste (puro galleggiamento, nuoto). L’adattabilità invece è importante per gestire variazioni di assetto, oppure per un controllo più fine delle spinte di galleggiamento.
Il prodotto dovrà avere un design piacevole, dovrà essere realizzato con materiali confortevoli, e di facile indossabilità. Tra i moduli aggiuntivi, ci sarà anche il sistema per l’incontinenza, ma non sarà questo il principale requisito del prodotto, proprio per evitare che AQTIVO possa essere vissuto come un ausilio che sottolinea un problema.

 

L’obiettivo è raggiungere un pubblico molto ampio, di tutte le età, quindi AQTIVO sarà realizzato con una serie di taglie; e poi il costo, che dovrà essere accessibile, caratteristica che contraddistingue tutti i concept del progetto CREW.

Saranno coinvolti nella fase di prototipazione: Simone Pittaccio, CNR-ICMATE, Lecco (capoprogetto); Emanuela Aiani, Istituto Villa Santa Maria, Tavernerio Como; Giuseppe Andreoni, Politecnico di Milano, Milano; Luciano Bissolotti, Casa di cura Domus Salutis, Brescia; Mohamed El Haback, UILDM Milano;Bruno Frangi, AUS Niguarda Onlus, Milano; Enzo Grossi, Istituto Villa Santa Maria, Tavernerio Como; Francesco Mondini,AUS Niguarda Onlus, Milano; Alberto Paleari, Università degli Studi Milano-Bicocca, Dipartimento di Scienza dei materiali; Paolo Perego, Politecnico di Milano, Milano; Marco Rasconi, UILDM Milano.



Qui tutti i concept che Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare per la fase di prototipazione e test.