Lunga vita a noi!

Venerdì 10 Marzo 2017

Un recente studio pubblicato su Lancet ha evidenziato come l'aspettativa di vita sia in continuo aumento: nel 2030 sarà superiore ai 90 anni.

 

 

Vivremo sempre più a lungo... quella che fino a qualche tempo fa pareva essere solo una speranza, ora sembra concretizzarsi in certezza, almeno secondo i dati riportati in uno studio condotto dall'Imperial College di Londra e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, recentemente pubblicato su Lancet.

 

Lo studio, combinando 21 modelli matematici, ha calcolato che l'aspettativa di vita aumenterà, nei paesi industrializzati, sensibilmente: una bambina, nata nel 2030 a Seul, può aspettarsi di vivere 90 anni e otto mesi - contro gli 84 e due mesi di una nata nel 2010.

 

In campo femminile, dopo le sud-coreane, nel 2030 i paesi con la più lunga aspettativa di vita saranno nell’ordine la Francia (88,5 anni), il Giappone (88,41), la Spagna (88,07), la Svizzera (87,70), l’Australia (87,57), il Portogallo (87,52), la Slovenia (87,42), l’Italia (87,28) e il Canada (87,09). Tra gli uomini, la classifica dell’aspettativa di longevità vede in testa di nuovo Corea del Sud (84,07 anni), seguita da Australia (84), Svizzera (83,95), Canada (83,89), Olanda (83,69), Nuova Zelanda (83,59), Spagna (83,47), Irlanda (83,22), Norvegia (83,16) e Italia (82,82). Il nostro paese è dunque fra le prime dieci nazioni con la maggiore aspettativa di vita, sia tra le donne che fra gli uomini.

 

Questi risultati si raggiungono grazie ad un buon livello di istruzione e sanità pubblica, un regime alimentare salutare e uno stile di vita non sedentario - non a caso gli Stati Uniti ottengono risultati poco incoraggianti: obesità, decessi di madri e neonati alla nascita, omicidi e mancanza di parità di accesso all'assistenza sanitaria determineranno una crescita dell'aspettativa di vita più lenta.

 

Naturalmente il progressivo aumento dell'età della popolazione determina nuove sfide per le politiche pubbliche: si impone un rafforzamento dei sistemi sanitari e di assistenza sociale e la necessità di stabilire nuovi modelli di cura, che sfruttino al meglio le possibilità date dall'impiego delle nuove tecnologie anche per l'assistenza domiciliare.

 

Anche nell'ambito del progetto CREW uno dei cinque laboratori è stato dedicato allo sviluppo di idee progettuali che potessero favorire il mantenimento dell'autonomia nonostante l'avanzare dell'età. Il gruppo di lavoro ha sviluppato due idee progettuali: da un lato un servizio di avvicinamento alle tecnologie, dall'altro un dispositivo che possa aiutare la mobilità e il trasporto dei pesi.

 

Purtroppo entrambi i concept non sono stati giudicati sufficientemente maturi per accedere alla terza fase del progetto, quella di prototipazione. Necessario sottolineare comunque come due tra i sei concept selezionati, pur non avendo come target principale gli anziani, sono caratterizzati da ampia trasversalità e potranno rispondere efficacemente alle esigenze di una popolazione che progressivamente invecchia.


Ci riferiamo in particolare ad Aqtivo e a Grippos. Il primo, Aqtivo, è un dispositivo modulare che facilita il galleggiamento: si può facilmente intuire come tale possibilità possa essere di grande interesse anche per persone che con l'avanzare dell'età, perdono la propria sicurezza in acqua ma desiderano comunque fare questo tipo di attività motoria.

 

Grippos prevede invece lo sviluppo di una piattaforma e di un servizio per la personalizzazione e l'adattamento di ausili che possano agevolare la presa negli arti superiori: anche in questo caso il progetto è stato ideato prevedendo come target principale persone con disabilità, ma è del tutto evidente la trasversalità dell'idea.