Grippos, verso l’autonomia della persona

Martedì 21 Febbraio 2017

Personalizzare un oggetto per renderlo il più possibile adatto alle nostre esigenze. Una potenzialità dirompente data dalla stampa 3D, sfruttata dal progetto Grippos per costruire ausili su misura, agevolando così il percorso verso la costruzione dell’autonomia per persone con disabilità.

 


Truccarsi, utilizzare il computer, scrivere con una matita… piccole azioni quotidiane che risultano essere di difficile realizzazione per chi è limitato o impossibilitato nella funzionalità degli arti superiori. Gesti semplici che nella maggior parte dei casi non possono essere compiuti in maniera efficiente, in autonomia e dignitosamente.

Infatti, nessuno degli ausili attualmente sul mercato sembra essere in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze degli utilizzatori finali che partono da bisogni specifici legati alle funzionalità residue. Per ovviare al problema spesso vengono adottate soluzioni artigianali che, ovviamente, non risultano essere del tutto soddisfacenti.


Il gruppo di lavoro che ha sviluppato Grippos, uno dei sei concept ammessi da Fondazione Cariplo alla terza fase del progetto CREW, intende sfruttare le tecnologie digitali legate all’autoproduzione per rispondere a tale problema, orientando alla produzione di oggetti estremamente personalizzati a costo ridotto. Nasce così l’idea di una piattaforma, potenzialmente utilizzabile anche dall’utente finale, che consente la personalizzazione di ausili che facilitano la presa grazie al cambiamento di alcune variabili parametriche rispetto ad estetica e funzionalità dell’oggetto.


Nelle parole del capoprogetto, Costantino Bongiorno: “Grippos è adattabile, perché la forma e l’estetica dell’oggetto devono essere personalizzate dall’utente e con l’utente. Interattivo perché il software consente la progettazione dell’oggetto e a basso costo, grazie alle tecnologie di stampa 3D”. Tutto questo affinché sia possibile il conseguimento della massima autonomia della persona, con un ovvio impatto positivo sul suo benessere e percezione della qualità della vita.

Saranno coinvolti nella fase di prototipazione: Costantino Bongiorno, WeMake, Milano (capoprogetto); Giuseppe Andreoni, Politecnico di Milano; Antonio Caracciolo, Fondazione Don Gnocchi onlus, Milano; Luca Enei, Fondazione Asphi onlus; Marco Frigerio, Arduini Design; Cristina Manfredini, Fondazione Asphi onlus; Cristina Martellosio, WeMake, Milano; Giovanna Oliva, Cooperativa Spazio Vita Niguarda, Milano; Tiziana Redaelli, Cooperativa Spazio Vita Niguarda, Milano; Gianbattista Tshiombo, Fondazione Cariplo.

Qui tutti i concept che Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare per la fase di prototipazione e test.