Hacking Health Milano 2016

Venerdì 02 Dicembre 2016

Un percorso di codesign, per definire bisogni, priorità, risposte e progetti. Tra i team vincitori, competenze provenienti da IRCCS Medea e Fondazione Don Gnocchi

 

 

Hacking Health è un movimento internazionale impegnato nell‘innovazione del mondo della salute e della cura. Hacking Health promuove il dialogo e la collaborazione tra medici, esperti di tecnologia designer e pazienti. Tra le 28 città del mondo coinvolte nel progetto, c’è anche Milano, dove si è formato un Comitato Hacking Health Milano, formato da Attoma Group, PoliHub, Università degli studi di Milano Bicocca, Istituto di Tecnologie Industriali ed Automazione del CNR, BioUpper, Cluster Lombardo Tecnologie per gli Ambienti di Vita, carlobruno&associati, We Make, Panakes, Italian Angels for Growth, InnovitsLab, codemotion.

 

Il percorso annuale di HH prevede quattro fasi:
1. User research
La prima fase, da febbraio ad aprile, è dedicata all'analisi degli utenti tramite un percorso di osservazione sul campo con interviste ad operatori sanitari e pazienti, in ospedali e altri luoghi e contesti di cura.

2. Laboratori
Nella seconda fase, a maggio, gli studenti dell'Università Bicocca sono chiamati a rielaborare e sintetizzare quanto emerso dalla fase di osservazione sul campo, nel corso di seminari interdisciplinari.

3. Tavoli tematici
I materiali e le indicazioni emerse nel corso dei laboratori diventano l’oggetto di una giornata (nel mese di settembre 2016) di incontro e co-progettazione di tutta la comunità Hacking Health. I tavoli tematici, uno per ogni “cluster” identificato nei Laboratori, hanno l’obiettivo di trasformare quanto emerso dalle fasi precedenti in domande di soluzione specifiche e indicazioni operative di sviluppo.
La giornata, cui partecipano tutti gli attori della comunità Hacking Health, è divisa in due momenti:
La comunità in plenaria si ritrova per l'introduzione di ogni cluster da parte di un esperto (medico/designer/stakeholder).
Lavori dei tavoli: i tavoli lavorano in 3 sessioni successive per la definizione dei problemi, delle macro azioni e delle priorità, delle linee guida per le soluzioni.


4. Hackathon

E’ l’ultima fase, preceduta da un periodo di negoziazione on line: dopo essersi iscritto all'Hackathon, il team  deve candidare l'idea o il progetto sullo sparkboard Hacking Health Milano 2016. In questo spazio collaborativo on line, è possibile  raccontare la propria idea, evidenziare il problema che si intende affrontare, presentare il team, cercare nuove competenze, guardare i progetti presentati, offrire le proprie competenze a un team già formato.

La gara vera e propria è svolta a metà novembre, ha visto la partecipazione di oltre 100 persone, tra medici, sviluppatori, pazienti e designer , riuniti per ri-disegnare il percorso di cura del paziente, mettere alla prova idee e testare progetti. La sfida ha riguardato tre grandi famiglie di questioni: re-thinking care, re-thinking patients e re-thinking systems.
Al termine di 48 ore di lavoro, i team hanno presentato i loro progetti, in una sessione di  5 minuti di presentazione e 3 minuti di domande.

I progetti migliori, votati da una giuria di esperti, hanno vinto un percorso di consulenza e accompagnamento verso la creazione di una startup.

Di seguito i progetti premiati, tra i quali si può notare una forte presenza di competenze provenienti dall’IRCCS Medea e Fondazione Don Gnocchi, partecipanti al progetto CREW.

  • WatchMe - premio Hacking Health e premio PoliHub
    Si tratta di una app pensata per favorire l’attenzione condivisa nei bambini con un ritardo dello sviluppo emotivo, comportamentale e sociale. Questi bambini spesso non riescono a sviluppare un'adeguata capacità di attenzione reciproca e condivisa, che è la base di scambi sociali e dell’ulteriore sviluppo psicologico. Con WatchMe, indossabile da mamma e bambino, verrà favorito un processo cognitivo fondamentale per una crescita sana: la triangolazione dell’attenzione condivisa, cioè il bambino impara a guardare ciò che guarda la mamma e impara così a conoscere il mondo. Il progetto vede la presenza di Livio Provenzi, psicologo, psicoterapeuta e ricercatore del Centro 0-3 per il bambino a rischio evolutivo del Medea e di Lorenzo Giusti, clinico.

 

  • I-Health-You - premio Re-thinking Care
    Si tratta di una app studiata per aiutare i genitori nella gestione quotidiana e domiciliare di bambini affetti da cerebrolesione acquisita, ideato da Federica Brivio, Giorgia Beacco e Martina Panzeri, infermiere dell’Area Neurofisiatrica e dell'Unità di Psicopatologia del Medea.

 

  • MEDORA - premio Re-thinking Patients
    E’ un device collegato ad un’applicazione per agevolare e tracciare l’assunzione corretta delle medicine da parte del paziente con demenza senile, da usarsi nell’ambiente domestico. Il progetto vede la partecipazione di  Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, Federica Cirilli, Marco Fontana, Ilaria Barbieri, Leyla Menchola, e Garauv, designer e familiare di una persona con Alzheimer.

 

  • Win4ASD - premio Re-thinking Systems
    Un team coordinato da Paola Colombo, psicologa, psicoterapeuta e ricercatrice nell’area di Psicopatologia dello sviluppo del Medea ha proposto la creazione di un network tra pediatri e servizi specialistici di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, appoggiato su una piattaforma web (o una app).
    Questa piattaforma offrirà al pediatra la possibilità di effettuare lo screening on-line per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico (a 18 mesi), e successivamente favorirà la co-gestione del paziente, nella continuità di cura.

 

  • Ad Hoc - Premio Università degli Studi di Milano Bicocca
    Piattaforma per il suggerimento di test ed analisi da effettuare a scopo preventivo, calcolati sulla base di indici, dati e fattori di rischio. Il team è formato da Mauro Quinzi, ingegnere biomedico, e altre giovani donne e uomini appartenenti all’area della clinica, della ricerca, del design.

 

We Make, partner di Hacking Health Milano e presente in giuria con Costantino Bongiorno, commenta: “L’hackthon si riconferma uno strumento utile per mettere in circolo idee ed esperienze che favorisce esperienze di co-design, coinvolgendo un pubblico eterogeneo. Non un appuntamento per tecnofili o esperti. I risultati ottenuti non sarebbero stati raggiunti senza la partecipazione attiva e interessata di partecipanti provenienti dal campo della cura e della salute: medici, infermieri, ricercatori in ambito medico, caregiver ecc.”

 

 

Info: Hacking Health Milano