Obiettivo autonomia dell'anziano: sì, ma quale?

Giovedì 25 Agosto 2016

Uno degli ambiti di intervento del progetto CREW è laprogettazione e la realizzazione di servizi e prodotti “tecnologici” destinati a favorire il mantenimento dell’autonomia delle persone anziane, all’interno della propria abitazione. In una prima fase di lavoro, il Laboratorio si è concentrato sulla definizione del bisogno in questo contesto tematico.

 

In base ai cambiamenti e alle tendenze demografiche previste nei prossimi trent’anni, è evidente che il numero di anziani e persone non autosufficienti sarà in forte crescita. Nel 2060, si prevede che oltre il 30% della popolazione avrà più di 65 anni (Figura 1). Attualmente in Italia, l’ISTAT segnala che al 1.1.2015 gli italiani sopra i 70 anni sono 9.657.703.


Figura 1
Figura 1: Proiezioni demografiche in EU27 da Eurostat.



Purtroppo a una vita più lunga non sembra corrispondere un’equivalente estensione nel tempo dello stato di autonomia e di “buona salute”; si prevede ad esempio che i sessantacinquenni di oggi vivranno più del 50% dei loro rimanenti anni di vita con una qualche forma di disabilità (Eurostat, 2010).

Favorire in modo generalizzato una buona qualità di vita anche in età avanzata è la grande sfida dei prossimi decenni,
assunta anche dall’Unione Europea attraverso Horizon 2020, il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione. Tra gli obiettivi dell’area delle sfide sociali, figurano infatti anche la salute e l’invecchiamento della popolazione.


Un primo tema affrontato nell’ambito del progetto CREW riguardo il rapporto tra autonomia e indipendenza: talvolta nel linguaggio comune i termini autonomia e indipendenza possono essere usati, impropriamente, come sinonimi. Letteralmente l'autonomia è la capacità di governarsi da sé, sulla base di idee proprie mentre l'indipendenza indica la condizione di chi non dipende da altri. Si può essere autonomi senza essere indipendenti e viceversa: una persona è indipendente quando non ha bisogno di un intervento esterno per svolgere le proprie attività, tuttavia non è detto che tale persona sia anche autonoma perché ad esempio ha bisogno di qualcuno che lo svegli al mattino. Di contro non è detto che una persona autonoma, in grado quindi di gestire la propria vita, sia anche indipendente perché necessita ad esempio di un aiuto per vestirsi, lavarsi...

Entrando nel merito del mantenimento dell’autonomia della persona “in età”, il Laboratorio ha evidenziato almeno due livelli di intervento, uno legato alla salute, alla prevenzione, all’attività motoria necessaria al benessere fisico, uno legato alla socialità e alla rete di relazioni, che supportano il mantenimento di un buon livello cognitivo e di una adeguata motivazione della persona a restare in rapporto con sé stessa e con l’ambiente circostante.

Il gruppo di lavoro si è interrogato sui bisogni degli anziani. Ad esempio le tecnologie possono favorire la socialità, ma deve essere rispettata la libertà di scelta degli anziani: non tutte le donne e uomini anziani hanno gli stessi bisogni e le stesse esigenze.

Tutti dovrebbero essere messi in condizione di poter scegliere e decidere
, ma questo non avviene in modo generalizzato, perché il digital divide esiste e colpisce in particolar modo gli anziani. Un altro elemento di attenzione riguarda il rapporto tra senso di identità e autonomia: le soluzioni che favoriscono il mantenimento dell’autonomia non devono entrare in conflitto con il senso di identità della persona a cui ci si rivolge, devono piuttosto valorizzare e potenziare l’identità della persona.