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Sono molteplici le occasioni nelle quali ci troviamo a lavorare in gruppo e, dal confronto con altri, traiamo, quasi sempre, idee e ispirazione. In alcuni casi però il lavoro di gruppo può risultare stressante, difficile se non addirittura poco produttivo. Il progetto CREW, rappresenta anche da questo punto di vista, una sfida.

Siamo alle soglie della conclusione della seconda fase del progetto CREW, che ha visto il rafforzamento dei piani di progetto elaborati dai cinque Laboratori, composti da professionisti di diversi settori: ricerca e clinica, terzo settore, aziende, formazione e policy maker.

 

Il Laboratorio impegnato su queste tematiche ha analizzato il contesto in cui si è deciso di agire, la scuola primaria. Le criticità che tutti conoscono sono bilanciate da forti potenzialità, sulle quali è possibile agire offrendo servizi e prodotti che possano rispondere ai bisogni espressi.

Nella fase di avvio del progetto, particolare attenzione è stata dedicata anche alla definizione al logo. L'obiettivo è stato quello di definire una grafica che potesse rappresentare la complessità del progetto e allo stesso tempo risultare leggera e chiara.

 

Matilde Leonardi dell’Istituto Besta di Milano, dell’Advisory Board del progetto CREW, ha usato il paragone dei pesci nell’acquario per descrivere i partecipanti allo Spazio di Co-produzione della conoscenza, all’interno del quale sono poi stati individuati i cinque gruppi di lavoro dei Laboratori.

L’obiettivo sotteso al progetto CREW è quello di riuscire ad individuare soluzioni tecnologiche che possano contribuire a migliorare la qualità della vita di persone con disabilità. Partendo da questo presupposto è stato necessario definire nello specifico a quali tipologie di disabilità si intendeva fare riferimento, per circoscrivere gli ambiti di lavoro dei diversi tavoli di coprogettazione.