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Domenica 05 Febbraio 2017

Paolo Meriggi, Responsabile del Laboratorio di Integrazione Tecnologie Biomediche, è intervistato sul  progetto MARINER da Marta Mieli e Carlo Volpe, per il Caffè Scientifico di Garr News


Alla Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano è in corso una sperimentazione in ambito sanitario, per il monitoraggio del reale utilizzo delle carrozzine elettroniche, adottate precocemente da bambini con grave disabilità.
Come avviene anche con altri tipi di ausili, il medico prescrittore ha scarsa visibilità sulle modalità di utilizzo degli ausili, una volta effettuata la prescrizione. Questo è un grave limite del sistema, come è emerso   anche durante il progetto CREW, perché la mancanza di un feedback degli utilizzatori  - o delle loro famiglie – su problemi, criticità, vantaggi nell’uso di nuove tecnologie riduce i margini di miglioramento da parte delle ditte costruttrici o delle divisioni di R&D.

Abbiamo letto con interesse l’intervista a Paolo Meriggi, pubblicata su Garr News, sul progetto MARINER:  si tratta della realizzazione di un prototipo di un sistema pensato per il monitoraggio remoto dell’uso quotidiano di carrozzine elettroniche, di bambini con grave disabilità.
L’obiettivo è raccogliere in maniera automatica e non invasiva informazioni che possano permettere agli operatori di osservare da remoto l’uso reale della carrozzina e il suo corretto utilizzo. Un sistema del genere offre agli operatori, clinici e terapisti, una visione quantitativa che può favorire eventuali interventi di adattamento,  per migliorare l’uso delle carrozzine da parte degli utenti.

Paolo Meriggi  racconta come il sistema a bordo della carrozzina sia abbastanza semplice, mentre la maggior complessità è nascosta nella parte di raccolta dati nel cloud (back-end).
Una decina di bambini di età compresa tra 4 e 6 anni sono stati reclutati per un periodo di studio di almeno un anno. A ciascun bambino è stata fornita una carrozzina elettronica Ottobock Skippy. Per ogni carrozzina è stato successivamente realizzato un sistema di monitoraggio, da collocare sul telaio. Dopo alcuni esperimenti, è stata scelta una soluzione basata su uno smartphone a cui è stato abbinato un modulo per raccogliere le informazioni fornite direttamente dalla centralina della carrozzina sotto forma di segnale elettrico PWM (Pulse-Width Modulation) legato all’attività dell’elettrofreno.
L’intervista continua sulla pagina del Caffè Scientifico di Garr News

E in questo video di GarrTv.