Cambio e Aqtivo, le prime immagini

Martedì 21 Giugno 2022

Due progetti sfidanti, selezionati durante le prime fasi del progetto CREW, sono arrivati alla fase di prototipo.

Stiamo parlando di CAMBIO, una carrozzina con assetto variabile e cambio di trazione, adatta alla vita all'aria aperta e alla pratica sportiva di base. 

E di AQTIVO, un dispositvo per aiutare il galleggiamento di persone con disabilità.

Le prime immagini sono state rese pubbliche sui social per la giornata dello sport. 

 

Tra i laboratori attivati nell’ambito del progetto CREW, uno è stato dedicato al tema Pratica Motoria e disabilità. Sul tavolo un problema: come favorire la pratica motoria e sportiva tra le persone con disabilità. Tutti sappiamo come lo sport sia importante per la salute, le relazioni sociali, la qualità della vita, ma pochi lo praticano. E questo è ancora più vero tra persone con disabilità, che spesso hanno bisogno di attrezzature specifiche, strutture accessibili, e persone che possano aiutarle negli spostamenti. Si calcola che solo il 3% delle persone con disabilità pratichino sport. 
CAMBIO nasce da un Tavolo a cui sono stati chiamate persone esperte: Romina Modena e Francesco Mondini, atleti, Marco Rasconi e Mohamed El Haback, della UILDM di Milano, hanno portato la loro esperienza; medici, fisiatri, riabilitatori, formatori e istruttori, ingegneri, fisici e ricercatori nell’area dell’ingegneria biomedica e dei materiali hanno portato le loro competenze.  Dal confronto tra le esperienze e le competenze presenti al laboratorio è si è sviluppato il progetto di una carrozzina manuale multifunzionale con trazione agevolata, possibilità di cambio di assetto, e munita di sensori di utilizzo. E last but not least, con un costo contenuto.

Qui una prima immagine del prototipo CAMBIO.

 

carrozzinas

 

Il laboratorio Pratica motoria e disabilità, formato da medici, fisiatri, riabilitatori, formatori e istruttori, ingegneri, fisici e ricercatori nell’area dell’ingegneria biomedica e dei materiali, atleti come Francesco Mondini e Romina Modena, esponenti di associazioni come AUS Niguarda e Unione italiana Lotta alla distrofia muscolare, ha poi “girato la boa” quando Marco Rasconi  (Presidente della UILDM di Milano) ha detto: “Mi piace andare in acqua, però ci posso andare solo con gli accompagnatori. Vorrei un ausilio che mi dia autonomia e sicurezza, che non sia ingombrante e brutto, anzi, meglio se non si vede”.

Il laboratorio ha raccolto la sfida, e il risultato è stato AQTIVO: il dispositivo è stato progettato e realizzato in forma modulare e adattabile. La modularità risponde alla necessità di avere supporti al galleggiamento e zavorre per diverse parti del corpo (testa, tronco, arti) a seconda delle caratteristiche individuali (tipo di disabilità, forma e massa corporea) e delle attività previste (puro galleggiamento, nuoto). L’adattabilità invece è importante per gestire variazioni di assetto, oppure per un controllo più fine delle spinte di galleggiamento.

 

Qui una prima immagine del prototipo AQTIVO.

 

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