Tecnologia e disabilità

Lunedì 22 Agosto 2016

È indubbio che la tecnologia abbia contribuito e contribuisca tutt’oggi all’evoluzione e al benessere degli individui e della collettività: grazie all’innovazione tecnologica possiamo controllare, adattare e migliorare il contesto nel quale viviamo.

 

 

Pensiamo al salto evolutivo determinato dalla capacità di controllare il fuoco, dall’invenzione della ruota, della stampa fino ad arrivare ai giorni nostri (…).

Se rapportiamo al mondo della tecnologia quello della disabilità intravediamo anche in questo caso molteplici potenzialità date dalle tecnologie. Prima tra tutti la possibilità di abbattere i vincoli di mobilità, il superamento dei limiti spaziali e temporali. Le tecnologie, se accessibili, permettono di fruire facilmente dei servizi, permettono l’interazione e la partecipazione sia per le persone con disabilità che per gli anziani. Categorie queste, spesso coincidenti: si pensi infatti che più del 10% di tutti i cittadini europei è disabile – almeno 37 milioni – e il 70% di questi ha un’età superiore ai 60 anni. Le tecnologie inoltre offrono l’opportunità di valorizzare le capacità residue, potenziano le abilità e diventano utili supporti nei percorsi riabilitativi.

Il binomio è quindi potenzialmente di successo: ma solo potenzialmente, purtroppo. Un uso sistematico delle tecnologie da parte delle persone con disabilità è spesso difficile, reso ancor più difficoltoso da alcuni aspetti:

  • mancanza di conoscenza e sensibilità del pubblico e degli operatori
  • un’alta percentuale di siti non è accessibile alle persone con disabilità
  • non è facile trovare un’informazione accurata, aggiornata e utile per selezionare gli strumenti tecnologici più adatti
  • manca un’uniforme ed omogenea conoscenza delle potenzialità offerte dalle tecnologie
  • non esistono dati statistici affidabili sull’uso delle tecnologie da parte dei disabili.

A complicare ulteriormente il rapporto, è il divario digitale. Se, come accennato, non ci sono dati e statistiche precise sull’uso delle tecnologie da parte delle persone con disabilità, i dati generali sull’uso delle tecnologie da parte degli italiani non sembrano essere incoraggianti. Prendiamo ad esempio l’utilizzo di internet.
Dai 55 anni l’uso della Rete tende a decrescere: nella classe 55-64 anni si attesta al 46% (circa 3,7 milioni di persone non usano internet) mentre dopo i 65 anni la quota di utilizzatori si attesta al 12.5% (sono quindi circa 10,7 milioni i non utenti)[1].

Il progetto CREW pone come obiettivo l’individuazione di una soluzione che renda le tecnologie accessibili, sia dal punto di vista economico che in termini di utilizzo… una vera e propria sfida visto il contesto tratteggiato fino a questo momento. Tuttavia la sfida è da cogliere, con l’obiettivo di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone con disabilità.


[1] Rif. Internet@Italia 2014, L’uso di Internet da parte di cittadini e imprese (Istat)